Storia

Il Sangiovese è il vitigno a bacca nera più coltivato in Italia, con una superficie vitata pari all’11% di quella totale nazionale. Il Sangiovese viene coltivato dalla Romagna fino alla Campania ed è il vitigno più diffuso in Toscana. L’origine del nome Sangiovese è incerta. Alcuni sostengono che derivi da “sangiovannese” ossia originario di San Giovanni Valdarno, mentre altri sostengono che derivi da “sanguegiovese”, ossia “sangue di Giove”, in riferimento al Monte Giove, nei pressi di Santarcangelo di Romagna.

Caratteristiche Ampelografiche

Caratteristiche della foglia: il Sangiovese ha una foglia di medie dimensioni, pentagonale, pentalobata o a volte trilobata, con il seno peziolare abbastanza aperto. I suoi lobi sono marcati, la pagina superiore è quasi totalmente glabra, di un colore verde più o meno brillante. Le nervature sono verde chiaro e la dentatura è pronunciata ed irregolare. Il picciolo è di media lunghezza, di colore verde con possibili sfumature rosa.

Caratteristiche del grappolo: il grappolo di Sangiovese è abbastanza grande, di forma cilindrico-piramidale, compatto e con generalmente un’ala. Il peduncolo è grande e visibile, semi-legnoso.

Caratteristiche dell’acino: il vitigno Sangiovese ha acini di dimensioni medie, ovoidali ed uniformi. La buccia è molto pruinosa e di colore nero-violaceo. La polpa è carnosa ed il succo può essere leggermente colorato di rosa. L’acino di Sangiovese presenta in media due-quattro vinaccioli, piuttosto grossi.

Caratteristiche Organolettiche

Il Sangiovese si presenta di un colore rosso rubino, di buona trasparenza, con riflessi dal violaceo al granato fino all’aranciato a seconda dell’affinamento cui è stato sottoposto. La struttura è in genere buona e si può arrivare a vini di grande corpo, soprattutto nel caso delle riserve a lungo affinamento, per le quali si utilizzano vini base di alta qualità e maggiore concentrazione in estratti. Al naso il Sangiovese apre con note fruttate, di frutti a bacca rossa e nera così come da spiccate note floreali di violetta. Tra i frutti, riconoscimenti di amarena,  prugna, mirtillo e mora. L’affinamento in legno, quando presente, dona al Sangiovese aromi speziati di vaniglia, liquirizia, cannella, noce moscata e pepe nero, oltre a note balsamiche di mentolo ed eucalipto. Nei vini più lungamente affinati si possono riconoscere anche sentori terziari di tabacco, cuoio, cacao e cioccolato. Al palato il  Sangiovese presenta apprezzabile acidità e contenuto in tannini. Da queste caratteristiche scaturisce tra l’altro la sua predisposizione all’affinamento in legno, che consente di ammorbidire le note più graffianti ed al tempo stesso ne migliora la struttura.

Abbinamento Cibo Vino

Gli abbinamenti ideali del Sangiovese vanno dai primi piatti ai sughi di carne, alle carni rosse alla griglia e al forno. Le versioni “riserva” esprimono il meglio in termini di struttura e profumi, e possono essere abbinate anche a selvaggina da piuma e da pelo (cinghiale al forno). Interessanti gli abbinamenti vino Sangiovese anche con Pappardelle al ragù di cinghiale o altri sughi di carne, pasta ripiena, bistecca e carni rosse alla griglia, selvaggina (anche piumata), ma anche salumi e formaggi ben stagionati.

Le versioni più fresche e immediate di vino Sangiovese possono invece accompagnare piatti di pesce, ad esempio a base di sardine o sgombri, oppure la tipica piadina romagnola. Sensazionale anche l’abbinamento Sangiovese con zuppe di pesce, come nel caso del Caciucco. Sicuramente il Sangiovese è uno dei vini rossi più versatili negli abbinamenti con il cibo, a seconda delle versioni più fresche o più strutturate può adattarsi a tantissimi tipi di abbinamenti differenti.

Azienda Agricola Purovino